La stanza del traduttore

Raccoglie spaccati di vita, ricordi, frammenti del quotidiano di chi lavora dietro le quinte di un libro: il traduttore, l'autore invisibile per eccellenza.

La stanza in fiamme

LP: “Sei ancora lì? Ti ho detto di uscire, non puoi rimanere chiusa in questa stanza a dipendere da emozioni che sono solo tue! Ti stai inaridendo. Ora te lo dimostro, traduci!”
LA : “‘A muntagna era uscita dalla neve, i suoi lineamenti morbidi sul cielo terso la rendevano protettiva. I tetti asciutti, le nuvole piccole, gli uccellini e le mosche richiamavano alla vita.”
LP: “E questo mi rende giustizia? È una traduzione? Per favore non mi dire che la situazione è così grave! Riprova!”
LA: “Oggi l’autunno sembra esprimere il meglio di sé: il cielo velato, l’aria pungente, gli alberi ingialliti e i panorami rossastri immersi in un generale senso di precarietà.”
LP: “Oddio! Sei un disastro, senza un minimo di fantasia, di estro stilistico, e dire che basterebbe davvero poco. Certe volte anche solo una parola può rendere tutto il senso. E poi scusa io dove sono?”
LA: “In questa giornata surreale appari ancora più grande e inquietante, il cielo plumbeo e l’aria rarefatta dell’alta quota mi mettono a disagio. Alle tue spalle i monti verdi di pini, e tutto intorno un panorama spettrale. Fiumi di magma spento, come letti di morte, si sono fatti la guerra nell’alternarsi delle eruzioni. Muri di fuoco hanno immobilizzato il tempo, incapace di spegnerne il calore. Sotto l’immobile coltre di cenere, la lava pulsa e il tuo respiro al contatto con l’aria gelida si trasforma in vapore pannoso che trasuda dai crateri.”
LP: “Cos’è pannoso? Un conio alla panna? Apprezzo lo sforzo allusivo alla poesia, e chiedo venia all’ars poetica per averla impropriamente nominata. Che faccio, mi riaddormento? Lo sai che non amo scadere nell’esibizionismo.”
LA: “La vista fuori dal balcone era magnifica, tu eri lì. Nient’altro. Una distesa di terra incolore ai tuoi piedi. E chiazze di margherite. Solo il vetro mi separava dal profondo desiderio di lanciarmi in una corsa sfrenata. Poggiai la mano sulla maniglia, pronta ad aprire, volevo farlo con tutto il cuore. Era una brezza di spirito che mi montava su. Fuori la terra nuda mi invitava. Tu eri lì.”
LP: “Sì, lo so che ero lì. Te l’avevo detto che dovevi uscire.”
LA: “Si sta preparando una nuova eruzione. Accade sempre in estate, sotto la pressione della temperatura, l’Etna lancia sfide di fuoco al sole. D’inverno, invece, si riaddormenta sotto la coperta di neve. Un letargo di fumo. La montagna infuocata è come una mamma protettiva che sputa fuoco per difendere i suoi bambini. E così scompaiono le paure dei figli. Credi che avremo dei figli?”
LP : “Sei patetica, traduci con i piedi! Dov’è il colore del tuo cuore? Dove l’intensità? Non sai scegliere le parole giuste, non trovi il registro idoneo. Basta! Apri quel cazzo di finestra. Butta fuori le tue paroline intimorite. Mi vedi? Sto facendo tutto questo solo per te. Lascia che la vita entri dentro la tua stanza blindata. Ascoltami guardami respirami! Allora? Allora? Che mi dici adesso? Urla perché non ti sento più…”
LA: “Minchia!”
LP: “Finalmente! Te l’avevo detto che bastava poco. Bella traduzione!”

[Interpreti della pièce: Lingua di Partenza & Lingua d’Arrivo]

Micaela Miano è nata a Catania il 4-12-1974. Laureata in Lingue e letterature straniere moderne con 110 e lode, tesi in storia e critica del teatro. Master Europeo di II livello in traduzione specializzata, conseguito presso l’Università La Sapienza di Roma. Valutazione diploma: Ottimo. Specialista di inglese, angloamericano e francese. Tesi A month and a day, a detention diary di Ken Saro-Wiwa.
Reader e traduttrice di sceneggiature per Istituto Luce e Buskin film, Roma.
Dal 2004 è produttore di Gesti, rassegna di teatro contemporaneo, in collaborazione con il Teatro Stabile di Catania.
Dal 2007 scrive e traduce per il teatro.
Ha scritto Cavalli, per Scupa! Vite di Carta, raccolta di racconti di: Giuseppe Bonaviri, Pietrangelo Buttafuoco, Andrea Camilleri, Ottavio Cappellani, Carmen Consoli, Emilio Isgrò, Micaela Miano, Angelo Scandurra, Gabriella Vergari. Edizioni il Girasole.
2010 adattamento e traduzione de La Ballata del vecchio marinaio, per il Teatro Stabile di Catania.
2011 Taormina 5 stelle vista mare, commedia teatrale. Tolomeo spettacoli. Con Enrico Guarneri. Tournée 2011/2012.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 23 giugno 2011 da con tag , , , , .
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