La stanza del traduttore

Raccoglie spaccati di vita, ricordi, frammenti del quotidiano di chi lavora dietro le quinte di un libro: il traduttore, l'autore invisibile per eccellenza.

Qui e altrove

Mai come nel mio caso la stanza del traduttore è un luogo dell’anima, più che uno spazio fisico. La mia mole corporea, che pure di spazio avrebbe bisogno, si sacrifica e si comprime a beneficio di un’espansione della mente. In poco più di un metro quadrato di scrivania – su cui dovrebbe poggiare solo un portatile – si accalcano invece cerbottane fai-da-te sequestrate a mio figlio, libri che supplicano di essere letti, bigiotteria varia, biglietti e promemoria del tutto inutili, penne multicolore che servono solo a compiacere l’occhio, fili di perline infilate da mia figlia. Ma del resto è proprio così, che traduco: anche senza volerlo, pur ripromettendomi ogni volta di restare soli io e lui, soli io e il testo, in realtà mi porto dietro il bagaglio a volte pesante, a volte leggero, della vita quotidiana, degli affanni e delle preoccupazioni, dei sorrisi e delle risate, dei libri letti e studiati e poi dimenticati. Anche se fino a qualche anno fa potevo concedermi quattro pareti, poi diventate tre, e ora due, non ho mai rinunciato al vero lusso del tempo che trascorro con la traduzione, pur ricavandolo a fatica da altri lavori, altri impegni. Tradurre, per me, è quanto di più vicino possa esistere al dono dell’ubiquità: mentre leggo e scrivo, scrivo e rileggo, sono lì e sono altrove, sono a casa nel presente oppure chissà dove in un passato o futuro lontani. È come regalarsi uno spicchio di vacanza ogni giorno, un’esperienza e una necessità così forti da rendermi sorda e cieca, anche se solo per un po’, alla vita che mi scorre intorno.

Giovanna Scocchera è nata e vive ad Ancona. Dopo una laurea in lingue e tre anni intensi di studio e lavoro a Londra, ha intravisto nella traduzione la sintesi perfetta dei propri interessi e delle proprie ambizioni lavorative. Ci è voluto del tempo, per fare della traduzione un lavoro, e ci sono stati incontri fortunati, esperienze bellissime e fondamentali di allieva (Master in Technical and Specialised Translation alla University of Westminster, Summer School of Literary Translation, i seminari (Mrs) Carter) e di insegnante (Tradurre la letteratura, Misano Adriatico). Traduce da una decina d’anni per Fazi, Rizzoli, Neri Pozza, Mondadori, Giunti, Einaudi, e sempre con Einaudi collabora come revisora esterna. Da quattro anni è titolare del modulo di traduzione editoriale presso la SSLMIT di Forlì e dal 2008 è anche insegnante di lingua inglese presso una scuola media a pochi chilometri da casa.

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 24 agosto 2011 da con tag , , , , , , , , , , .
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