La stanza del traduttore

Raccoglie spaccati di vita, ricordi, frammenti del quotidiano di chi lavora dietro le quinte di un libro: il traduttore, l'autore invisibile per eccellenza.

Uno squarcio di cielo romano

Uno squarcio di cielo romanoPer qualche giorno (quasi un mese!) la mia stanza per tradurre è a Roma. Ho la fortuna di essere ospite della Casa delle Traduzioni, nel centro della città. Chi avrebbe potuto mai dirmi che un giorno avrei avuto la possibilità di lavorare in un posto simile?

Il contrasto con la mia stanza abituale di lavoro è enorme, poiché di solito traduco in una casa in mezzo al verde, dove i rumori che si sentono più spesso sono il pastore e le pecore, e anche gli uccelli. Qui invece le strade sono piene di macchine, di gente che parla forte. C’è comunque un suono comune: le campane, che scandiscono il tempo che passa, e dunque segnano il ritmo delle pagine che devo tradurre ogni giorno per rispettare il contratto.

Tutto questo rumore mi fa piacere, perché mi dice costantemente che sono nel paese della letteratura che amo di più, in quella, anche, che mi fa lavorare. E in una casa in cui, grazie alle mille attività che vi si svolgono, le traduzioni, e quindi i traduttori, hanno smesso, una volta tanto, di essere quegli esseri invisibili che fanno sì che i libri stranieri siano pubblicati nella propria lingua, ma che, appunto, in quanto invisibili nessuno ha visto mai: noi, i fantasmi della letteratura.

Sono qui per realizzare un progetto che mi è caro: tradurre La cena delle ceneri di Giordano Bruno in catalano, la mia lingua materna e di lavoro. E qui è il posto ideale perché, oltre alla ricchezza di dizionari che non si trovano on line (e ancora meno a casa), c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarmi.

Quando tornerò nel mio paesino vicino ai Pirenei e continuerò a tradurre col ritmo frenetico che impongono le case editrici, ritroverò il silenzio che aiuta la concentrazione, ma mi mancherà questa vita romana e il calore di lavorare in mezzo ad altra gente che capisce e condivide la fatica e il piacere di comprendere un testo fino in fondo e di trovare la parola giusta.

Anna Casassas ha tradotto in catalano autori quali Baricco, Camilleri, Eco, Erri de Luca, Magris e Pontiggia.

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Questa voce è stata pubblicata il 25 gennaio 2013 da con tag , , , .
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