La stanza del traduttore

Raccoglie spaccati di vita, ricordi, frammenti del quotidiano di chi lavora dietro le quinte di un libro: il traduttore, l'autore invisibile per eccellenza.

Vista fiorita

VistaFioritaLa mia stanza è abbastanza grande, bianca alle pareti, ma piena di colore: il legno del parquet 1930, i libri più importanti per il lavoro, e ricordi di lavori particolarmente importanti come lo stendardo delle Olimpiadi Torino 2006, campagne pubblicitarie. Ma il colore principale viene dalle piante. Ho la scrivania con vista sul balcone con porta finestra e i fiori miei, ma anche della vicina dirimpettaia. Mi danno una dimensione di profondità oltre la scrivania.
In realtà ho anche due altre stanze, che stanze non sono. Il terrazzino strapieno di piante ma dove posso leggere, correggere bozze, portare il computer; e poi l’intero quartiere, il mio vero villaggio dove ho vissuto per oltre 30 anni, spostandomi mai più di 200 metri, dove scendo al bar per spezzare la giornata, incontro anche un altro traduttore, compro tutto fresco al mercato, chiacchiero con vicini e conoscenti.
Abbiamo una regola in casa. Le mie cose di lavoro rimangono nello studio, e la mia compagna non sposta niente in quella stanza che abbia a che fare con il lavoro mio.

David Henderson è nato un bel giorno d’estate nel 1958. Finita la laurea a Oxford nel 1980, ho deciso che avevo bisogno di approfondire il mio italiano, molto inferiore al mio francese all’epoca. Così, tramite un’amica di amici sono finito a Torino il giorno dell’inizio dello sciopero della Fiat. E sono stato accanto alla storia di Torino da lì in avanti. Qualche anno insegnando inglese agli italiani, dagli operai di Aeritalia ai professori del Politecnico, poi responsabile dei servizi linguistici del mio centro, ma anche rappresentante sindacale, gradualmente accumulando esperienza nella traduzione.
A 30 anni mi sono licenziato. Amavo insegnare, ma farlo bene con passione, oh che pene. Ho tradotto libri di arte e architettura, sociologia, politica internazionale, sono stato corrispondente italiano per Tribune e New Statesman, ho girato Europa e Nord America per corporate communication e copywriter/traduttore per le candidature vincenti di Torino per le Olimpiadi Invernali 2006, capitale mondiale del libro, primo capitale mondiale del design 2008 e ESOF 2010.

[David Henderson è venuto a mancare il 20 gennaio 2012]

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 27 gennaio 2014 da con tag , .
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