La stanza del traduttore

Raccoglie spaccati di vita, ricordi, frammenti del quotidiano di chi lavora dietro le quinte di un libro: il traduttore, l'autore invisibile per eccellenza.

Stanze


PlatanoDalla stanza si vedono sole foglie. Sono quelle di un platano gigantesco, bellissimo d’estate e molto suggestivo d’autunno, quando le foglie cambiano colore. Se d’inverno nevica, poi, i rami spogli ricoperti da una falda bianca, spessa o sottile a seconda degli anni, costringono gli occhi a restare fissi, a subirne la malia. E se non nevica, allora d’inverno si vedono i nidi degli uccelli, in particolare uno molto grande, in alto, sopra i fili della luce, vicino al cielo. Dove sarà mai tornata la cicogna? Perché, anche se a Milano di cicogne non ce n’è, quel pensiero non vuole andarsene dalla testa: d’estate tra le foglie del platano, su in cima, nascosta agli occhi di tutti, maestosa come quelle che si vedono sui tetti dei campanili nei villaggi austriaci, ci sta una cicogna.

E in certe giornate particolari, d’inverno, il platano a poco a poco scompare e al suo posto ci sono una palma e un abete. Lei muove indolente la sua chioma verso di lui, confondendo il suo verde più chiaro con il verde scuro dei rami di lui. È lei che lo solletica, è lei che lo distrae. L’abete si limita a svettare imperturbato come faceva nei boschi del nord in cui è cresciuto, solo, tra le nevi e i ghiacci. A lui basta sognare – la palma e il sud. Lei punta le foglie verso il cielo, lui verso la terra. Lei, la palma, tenta un corteggiamento difficile, forse impossibile – con tutta probabilità sarà un amore incompiuto.

E alla traduttrice sembra di essere nuovamente seduta nella stanza della sua adolescenza, la cui finestra si spalancava su una palma e un abete, stagliati contro un muro di pietra che portava in cima cocci aguzzi di bottiglia. E, certo, la poesia di Heine era lì, sul tavolo, alla sua sinistra. La poesia dell’altro poeta, di fianco al quaderno aperto su una pagina bianca.

Franca Cavagnoli ha pubblicato per Frassinelli i romanzi Luminusa, Non si è seri a 17 anni e Una pioggia bruciante, e per Feltrinelli i racconti Mbaqanga e Black. Ha tradotto e curato opere di J.M. Coetzee, Nadine Gordimer, Katherine Mansfield, Toni Morrison, V.S. Naipaul. Collabora a «il manifesto» e «Alias». Per il suo saggio La voce del testo ha avuto nel 2013 il premio Lo Straniero. Nel 2014 ha ricevuto il Premio nazionale per la traduzione del Ministero dei Beni Culturali.

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