La stanza del traduttore

Raccoglie spaccati di vita, ricordi, frammenti del quotidiano di chi lavora dietro le quinte di un libro: il traduttore, l'autore invisibile per eccellenza.

Di lingua in lingua, di stanza in stanza…

Se ripenso alle mie traduzioni -non molte, poi- non mi appare subito la scena di una stanza, intesa come tempo e spazio consueto di un raccoglimento e di un esercizio, … Continua a leggere

12 gennaio 2015

Il cielo in una stanza

Nella stanza dove traduco devo vedere il cielo. Ecco perché la mia scrivania è sempre rivolta verso la finestra, in barba alle prescrizioni che impongono la luce da sinistra; e … Continua a leggere

9 dicembre 2014

Altre voci, altre stanze

Il mio primo spazio di traduzione è stato l’ombra di un pino, in un campeggio alla fine del mondo, sulla scogliera alta di Santa Maria di Leuca. Un’amica inglese, un … Continua a leggere

10 giugno 2014

La traduzione nella mente

Per anni il salotto della mia casa a Padova e il tavolo della sala da pranzo hanno rappresentato il mio spazio di studio e di traduzione: una grande stanza contornata … Continua a leggere

29 maggio 2014

Vista fiorita

La mia stanza è abbastanza grande, bianca alle pareti, ma piena di colore: il legno del parquet 1930, i libri più importanti per il lavoro, e ricordi di lavori particolarmente … Continua a leggere

27 gennaio 2014

La scimmia parlante

È una stanza disordinata; nel corso degli anni i libri hanno preteso di occuparne ogni minimo spazio e poi hanno seguitato a crescere fino a esondare e invadere il resto … Continua a leggere

20 gennaio 2014

Lo studiolo fra monti e selve

La stanza dove lavoro, parva sed apta mihi, è rivolta a oriente, ed è uno dei miei rituali mattutini guardare il cielo dell’aurora, o il sole appena sorto dalla prima … Continua a leggere

17 dicembre 2013